GLI APPROVVIGIONAMENTI IN CINA
E' sempre più elevato il numero delle aziende italiane che
acquistano dalla Cina materiali, componenti e prodotti finiti per le
proprie esigenze produttive e di business. L'approvvigionamento "fuori
confine" nasce prevalentemente dalla volontà
di ottenere risparmi sui costi, facendo leva soprattutto sulla
minor onerosità della manodopera locale; in alcuni casi, infatti, i prezzi del
mercato cinese risultano inferiori anche del 30-40% rispetto al
mercato occidentale.
Esistono tuttavia diversi rischi, che, qualora non adeguatamente
gestiti, riducono notevolmente le probabilità di successo (e dunque
di profitto) di tali operazioni. Rischi che possono essere classificati in
due grandi categorie:
- rischi
sulla Qualità;
- rischi
sul Servizio (rapidità e affidabilità della fornitura).
Si tratta di rischi che accomunano qualsiasi rapporto di fornitura
(anche nazionale), ma che assumono, a causa della distanza geografica,
linguistica e culturale dell'interlocutore cinese, un’ importanza particolare.
Nello specifico, gli ambiti di rischio nei rapporti di fornitura con la Cina
assumono le seguenti connotazioni.
Aree di rischio per la QUALITA’:
- non conformità dei campioni e dei
prodotti rispetto ai disegni e alle specifiche tecniche inviate dal
committente;
- non conformità rispetto alle
certificazioni di prodotto richieste ed anche eventualmente dichiarate dal
fornitore;
- mancanza/incompletezza della
documentazione di prodotto;
- mancanza/incompletezza della
documentazione accessoria, necessaria, ad esempio, per il disbrigo delle
formalità doganali;
- materiale danneggiato per imballi
non adeguati;
- quantità prodotte/spedite diverse da
quanto ordinato.
Aree di rischio aventi impatto sul SERVIZIO:
- inadeguata
/ instabile programmazione della produzione;
- mancata
sincronizzazione con eventuali cicli produttivi esterni;
- rallentamenti
nelle fasi produttive per le rilavorazioni sui prodotti non conformi;
- problemi
/ lungaggini autorizzative in dogana e nelle varie fasi di trasporto verso
l'Italia;
- in
generale, tutti i problemi di non qualità nel momento in cui determinano
interruzioni, revisioni, ripetizioni delle fasi realizzative.
Molti di questi problemi possono dirsi pertanto riconducibili alla
non corretta comprensione o alla differente interpretazione della
documentazione tecnica e dei termini dell'ordine di acquisto. Anche in caso di
univocità degli stessi, la cultura del fornitore e gli "standard"
adottati nel servire il mercato locale, possono comportare incomprensioni e incoerenze
con le aspettative del committente: ciò che non è ritenuto accettabile per il
committente “evoluto” (finiture approssimative, prodotti non adeguatamente
puliti, imballi riutilizzati) può esserlo per il produttore locale.
Naturalmente, non si può generalizzare. E’ importante tuttavia
adottare determinate azioni preventive tese a mitigare e possibilmente annullare
i rischi sopra descritti, fermo restando il prerequisito della rigorosa
selezione del fornitore, che va svolta sulla base di almeno due visite presso il
suo stabilimento e con la valutazione professionale delle sue caratteristiche
organizzative, tecnologiche, produttive, commerciali.
Grazie all’esperienza maturata e alla consapevolezza degli aspetti
sopra descritti, JMAC raccomanda (ed effettua, attraverso il proprio network
locale), alcune azioni essenziali:
-
censire, e
possibilmente verificare, le relazioni commerciali eventualmente già sviluppate
con clienti occidentali;
-
verificare (on-site) i reparti produttivi, le
attrezzature, i “metodi di lavoro” adottati
-
selezionare
attentamente i materiali/prodotti su cui testare il fornitore
(bilanciare i saving con la complessità realizzativa dell'oggetto);
-
essere estremamente
accurati nella stesura dell'ordine di campionatura (le parti più critiche
vanno tradotte in cinese);
-
controllare (on-site) le fasi di programmazione e
lancio in produzione dei primi lotti;
-
controllare (on-site) le fasi produttive più
critiche;
-
controllare (on-site) la qualità dei pezzi prima
della spedizione (sulla base di check-list definite con il committente, che
indichino anche le soglie di non conformità per le azioni di blocco/ rilavorazione/
accettazione della partita);
-
prevedere opportune
clausole contrattuali protettive;
-
in termini
generali, non lasciare mai spazio all'interpretazione: almeno nelle fasi
iniziali del rapporto di fornitura, scrivere tutto e verificarne puntualmente
la comprensione da parte dell'interlocutore.
L’esperienza ci insegna a correggere i nostri comportamenti e a
soppesare maggiormente aspetti a prima vista non critici, ma ciò non toglie che
la Cina possa e continui ad essere un partner commerciale estremamente interessante.
Con questa convinzione JMAC offre supporto alle imprese italiane che per questa
via cerchino di realizzare riduzioni di costo, ma mette in guardia dal gestire tali
iniziative considerando esclusivamente siffatto ordine di benefici.
Ricordiamoci sempre che la conoscenza delle caratteristiche e
delle condizioni locali è un pre-requisito e l’applicazione di un approccio rigoroso
è essenziale per il raggiungimento dei risultati desiderati.
Per ricevere ulteriori informazioni su come JMAC supporta
operativamente le aziende nella ricerca e selezione del fornitore, nel quality
inspection e nell'expediting, potete scrivere all’indirizzo segreteria@jmac.it.