JMAC presenta la nuova iniziativa editoriale
SONO ARRIVATI I “TORANOMAKI”!

Esplicitare
le conoscenze e metterle a fattor comune sono due cardini del knowledge management che, in concreto, si
sviluppa a partire dalla stesura di
manuali, dalla formalizzazione degli standard operativi e dalla definizione di
procedure, come pure dalla sintesi e dalla diffusione di passi metodologici e
di regole operative di provata efficacia.
Da
qui l’idea di offrire una pubblicazione di natura diversa dal libro o dall’articolo
– che restano comunque risorse fondamentali di riferimento per lo studio e
l’approfondimento.
Proponiamo
infatti una piccola serie di libretti tascabili che si propongono di riassumere
i concetti e i significati chiave nell’approccio metodologico al miglioramento.
Volendo
racchiudere in poche pagine non solo una sintesi delle teorie metodologiche, ma
soprattutto l’essenza dei principi – segreto del successo – abbiamo intitolato
la collana “Tora
nomaki”, che in giapponese letteralmente significa:
“rotolo della tigre”. (Clicca qui per conoscere l’etimologia del termine).
Ad
oggi sono disponibili i seguenti metodi:
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Migliorare
l’area di lavoro con il metodo delle 5S
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SMED & RTS (Single minute exchange of die &
Rapid tool setting)
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Manutenzione
Autonoma (1° - 2° - 3° step)
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KAIZEN
(Miglioramento continuo e strumenti
principali)
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Poka-yoke
(Gestione degli errori alla fonte)
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KANBAN
(Schedulazione
visual della produzione nei sistemi pull)
Chi fosse interessato all’acquisto della collana o
semplicemente ad avere ulteriori
informazioni, può farne richiesta compilando il modulo on-line (clicca qui per avere informazioni e/o richiedere i Toranomaki). Successivamente sarete contattati per definire
insieme le condizioni di acquisto.
Precisiamo che la sola
lettura di questi libretti non è di per sé sufficiente a sapere applicare con
correttezza ed efficacia soddisfacenti il metodo che ciascuno di essi porta a
sintesi. Se così fosse, rischieremmo di
banalizzare e persino di applicare erroneamente principi e prescrizioni, con
effetti probabilmente devastanti.
Raccomandiamo perciò di
considerare questi libretti un aiuto di promemoria e un incentivo alla
diffusione e al radicamento delle conoscenze
laddove già siano note e sia pur debolmente già adottate in pratica.
Buona
lettura!

ACCEZIONE ED ETIMOLOGIA DEL TERMINE “ TORA NO MAKI”
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Letteralmente: rotolo
della tigre. Oggi è un termine che indica ogni scritto di sintesi o di
interpretazione del contenuto più significativo di un testo, soprattutto a
scopo didattico. Si tratta perlopiù di documenti di sintesi che spiegano in
modo chiaro e conciso gli aspetti più reconditi o criptici degli insegnamenti
impartiti mediante un testo, soprattutto se antico o anonimo.
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Il termine è tratto da
un testo detto “Kotou” (faretra della tigre) che
faceva parte di una serie di 6 e componeva quello che oggi è riconosciuto come
un classico della saggistica bellica di ogni tempo. Originariamente redatto in
Cina nel VII-VIII secolo, raccoglie una serie di insegnamenti dell’arte della
guerra considerati segreti.
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I sei volumetti furono
originariamente realizzati su rotolo e a ciascun rotolo venne attribuito un
nome dal potere fortemente evocativo: rotolo delle lettere, delle armi, del
drago, della tigre, del leopardo, del cane. Pur essendo un trattato di arte
militare , esso offre spunti interessanti e potenzialmente utili in politica e
nelle relazioni umane in generale.
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Nel volumetto “rotolo della tigre” vennero riportati i segreti
e le strategie della via della spada in battaglia, che per secoli in Cina come
in Giappone furono oggetto della massima considerazione tra gli uomini d’armi.
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Venne
denominato tora-no-maki anche il “Diario di Yoshitsune”,
che è parte degli “scritti militari” redatti nei primi anni del periodo Muromachi. Messo peraltro in scena come kyogen
(rappresentazione comica) al teatro Kabuki, ebbe
grande successo.
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Godendo di
tanta popolarità, il termine ha assunto non solo l’accezione di “bibbia”
dell’arte bellica, o “summa dei segreti più celati”, ma anche di “sunto
facilmente comprensibile”, ossia tradotto in linguaggio comune.
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In epoca
più recente questa associazione lo ha portato a confondersi con il “bigino”, un
libretto creato per sintetizzare contenuti tecnici o specialistici e
semplificare lo studio facilitando la memorizzazione.
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In realtà
esso in origine non aveva affatto
l’intento di sollevare le fatiche di chi si apprestava allo studio, bensì di
trasmettere i contenuti più segreti e preziosi di un sapere esclusivo.