Introduzione
Volendo riconsiderare la vita dell’uomo nel
proprio habitat, può essere interessante ripercorrere brevemente le tappe dell’evoluzione
della vita. Il nostro pianeta esiste da oltre 4 miliardi di anni
durante i quali la natura si è evoluta fino alla comparsa degli esseri viventi e
alla apparizione della specie umana sulla terra, 4~5milioni di anni or sono. Fatto
100 l’intero arco di tempo in cui la vita si è
sviluppata sulla Terra sino ai nostri giorni, l’uomo è nato solo nel
novantanovesimo anno. Benché lo possiamo considerare uno dei più recenti e
complessi frutti dell’evoluzione e “l’ultimo arrivato” sulla scena del mondo,
l’uomo non solo si adatta con continuità all’ambiente naturale in cui vive, ma
lo modifica consapevolmente. Da sempre gli esseri umani
hanno sviluppato sistemi di vita sociale tesi al miglioramento della vita e al conseguimento della prosperità, in particolare
attraverso società di tipo agricolo e negli ultimi tre secoli, anche di tipo
industriale.
Con le guerre che hanno caratterizzato il
secolo appena terminato e soprattutto con il Secondo Conflitto
Mondiale, sia l’Italia che il Giappone hanno conosciuto la distruzione dei
rispettivi territori e la povertà degli abitanti. A partire dall’ultimo
dopoguerra, entrambi i paesi sono riusciti ad affermarsi con successo grazie
soprattutto all’industrializzazione che ne ha
caratterizzato lo sviluppo e ha permesso loro di arrivare a far parte delle
regioni più progredite e benestanti del mondo.
Durante gli anni Settanta, però, è caduta l’illusione
di un progresso incondizionato e illimitato: l’uomo ha cominciato a prendere
coscienza anche degli effetti negativi del proprio agire. Dinanzi all’evidenza
dei problemi di inquinamento, si è pensato di poterli
affrontare individuando le cause localmente, per poi risolverli intervenendo
opportunamente su quelle cause, con azioni mirate. Con il passare del tempo, tuttavia,
si e compreso che non tutti i problemi sono
risolvibili localmente e che vi sono questioni ambientali molto complesse, con raggio
di estensione molto ampio (il buco dell’ozono, le piogge acide, etc.) che non
possono essere risolte con interventi isolati, né tantomeno
da singole nazioni. Esse necessitano, invece, di piani
di intervento internazionali, perché riguardano l’intero pianeta. E’ stato nel
Summit di Rio del 1992 che la distinzione tra questioni locali e questioni sovra nazionali è stata finalmente riconosciuta.
Da quel momento si è iniziato a delineare anche il
concetto fondamentale di sviluppo sostenibile e i popoli hanno cominciato a
capire la necessità di interventi immediati con strumenti comuni.
Su questi temi la società di consulenza Jmac
promuove e sviluppa da tempo metodi specifici e innovativi per il management volti
ad incrementare la produttività delle imprese manifatturiere nel Ventesimo
secolo. In particolare, è dal 1995 che la nostra azienda – convinta che gli
interventi per la salvaguardia dell’ambiente abbiano
la preminenza sulle nuove esigenze che potranno caratterizzare il Ventunesimo
secolo – si occupa in modo approfondito di questi temi. Fu nel 1995, infatti, che
noi ci recammo insieme a Tokyo per prendere parte ad una delle prime conferenze
internazionali sulla gestione ambientale. In quell’occasione
si diede vita una collaborazione, di studio e di lavoro, tra Italia e Giappone,
collaborazione tuttora in essere.
I nostri studi e le nostre
esperienze ci hanno convinto che l’impresa deve adottare una duplice
prospettiva, guardando sia all’ecologia che all’economia. Questo concetto viene presentato nel libro Kankyō
Keiei e no Chōsen -
Eco-Eco manejimento no susumekata
(La sfida del management ambientale - L’eco-eco management) pubblicato in giapponese
nel marzo 2003 e dovrebbe diventare uno
dei principi ispiratori della gestione d’impresa. Il testo è stato redatto da
consulenti giapponesi che, oltre a conoscere approfonditamente le tematiche trattate, basano il loro scritto su una lunga
esperienza in ambito d’impresa.
Completamente riscritto e arricchito da
esempi e riferimenti legati al contesto europeo in
generale e italiano in particolare, il libro esce ora in Italia, per le imprese
italiane. Esso analizza anzitutto l’importanza della gestione ambientale, per
poi esaminare la necessità di un management che sviluppi si
l’aspetto ambientale (Ecology), sia quello economico
(Economy) nelle
funzioni principali dell’azienda (direzione, controllo di gestione, R&S, produzione, approvvigionamenti, nuovi business,
comunicazione).
Il primo capitolo illustra le ragioni dell’importanza
dei problemi ambientali e le contromisure ormai non più rinviabili. Partendo dalla nascita della vita e dell’uomo
sulla Terra, gli autori si soffermano sull’evoluzione dei problemi ambientali, affrontando
il concetto di sostenibilità ambientale e della necessità per le aziende di adottare
congiuntamente criteri di ecologicità
ed economicità.
Nel secondo capitolo viene
approfondito il concetto di sistema di gestione ambientale. Si esamina il ruolo
delle certificazioni ambientali e, in particolare, viene
analizzata la struttura e il significato della normativa ISO14000.
Il terzo capitolo è intitolato Eco factory,
in quanto ci si concentra sulla fabbrica: si affrontano i concetti di “Emissioni
Zero” – con indicazioni relative alla «realizzazione
di stabilimenti a rifiuti zero» – di risparmio energetico – mediante la
metodologia di Energy Reduction
Program e delle attività di tipo ESCO (Energy Saving Consulting Organization).
Nel quarto capitolo viene
esplorato il tema della progettazione eco-compatibile, più nota come Green
Design o Eco Design. Seguendo il ciclo di vita del prodotto e mirando in
prospettiva alla riduzione degli impatti ambientali, si illustrano
le modalita di implementazione dei metodi di sviluppo
di nuovi prodotti e tecnologie, ivi compresi VRP, DEM e REM.
Il quinto capitolo verte sull’approvvigionamento
green e la logistica sostenibile: nell’acquisto di materiali e componenti dai fornitori, si deve dare la priorità ai beni
eco-compatibili. In questo capitolo viene trattato
anche l’argomento degli imballaggi e dei materiali di confezionamento,
oltre al tema dell’eco logistica.
Il sesto capitolo tratta di strategie di
business ambientale. In qualsiasi ambito legato all’ambiente si possono infatti immaginare nuovi business ambientali (“Eco business”),
ma esiste anche un metodo – il New Business Planning – che permette di
individuare nuove opportunità.
Nella prima parte del settimo capitolo –
avente per oggetto la comunicazione ambientale (“Eco Na
seconda della destinazione delle informazioni. Dopo avere preso in esame, per
la comunicazione interna all’Azienda, la contabilità e i fattori ambientali,
per la comunicazione esterna vengono trattati l’eco label e i report ambientali.
In tal modo si è inteso offrire al lettore
dapprima una digressione generale sulle tematiche ambientali
e la loro rilevanza per le aziende, per poi accompagnarlo a rivisitare le
principali funzioni aziendali in ottica di eco-eco management a partire dal
terzo capitolo. Naturalmente è anche possibile leggere i capitoli
separatamente, in base al proprio interesse.
Riteniamo infine giusto precisare che,
nonostante il volume sia espressamente dedicato all’impresa manifatturiera, la
trattazione tocca in realtà le funzioni di qualunque tipo
di azienda. Pertanto, ci sembra opportuno ricordare che sia i concetti, sia gli
esempi riportati si adattano e possono applicarsi utilmente ad
qualsiasi tipo di organizzazione.
Akira Koudate e Giampiero Samaritani
Jmac Europe Milano
Febbraio 2004