Introduzione dell’autore
Il sekkei kanri, o «Management
della Progettazione», ha avuto origine intorno al 1957, quando il Giappone è
entrato in un periodo di elevata crescita ed era ormai prossimo ad attraversare
una lunga epoca di incalzante progresso economico e sociale. Esso può essere
definito come un tipo di management caratteristico del Giappone. Negli anni ’50
molte società giapponesi importavano tecnologie dall’Europa e dagli Stati Uniti
per migliorare il livello il livello di vita e ammodernare l’industria. Erano
ugualmente necessarie la progettazione di prodotti (elettrodomestici,
automobili, ecc.) rispondenti alle esigenze del Giappone, come pure la
progettazione di impianti (per l’industria siderurgica, chimica,
metalmeccanica, ma anche centrali idroelettriche, generatori di grandi
dimensioni,...). Per far fronte a questo rapido incremento delle attività di
progettazione, le aziende pensarono di rafforzarsi con l’assunzione di nuovi tecnici
di progettazione, ma si sontrarono subito con la carenza di mancavano però
progettisti ed esperti. Su questo sfondo sociale ed economico si fece strada la
tendenza a voler incrementare la produttività delle strutture di progettazione
e si cominciò a utilizzare l’espressione «sekkei
kanri». Tuttavia, pur esistendo il termine di sekkei kanri, non era ancora chiaro quale fosse il suo contenuto. La
Japan Management Association (JMA) avviò allora un gruppo di studio e di ricerca costituito da quattro consulenti con
esperienza di progettazione e dai responsabili degli enti di progettazione di
venti aziende. Allo scopo di approfondirne e
studiarne compiutamente ogni aspetto, il gruppo lavorò per circa due anni e nel
1961 la JMA pubblicò una sintesi sistematizzata
dei risultati nel volume intitolato «Sekkei kanri». Questo libro ottenne in
seguito il «premio letterario del management». Volendone dare una definizione,
diremo che il sekkei kanri consiste nel riordino sistematico e nel
miglioramento continuo nell’ambito della gestione delle attività dell’ente
tecnico di progettazione. Il suo obiettivo è elevare efficienza ed efficacia della
progettazione, che, naturalmente, implica pure la gestione dei fattori di QCD (qualità, costo e tempo). Dal momento della sua nascita, il sekkei kanri si è sviluppato insieme all’industria
giapponese e continua a svilupparsi ancor oggi, mentre negli Stati Uniti e in
Europa sono stati privilegiati maggiormente i temi di IE e di R&S: questa è
una delle ragioni per cui molti prodotti giapponesi hanno avuto e hanno tuttora
una grande forza competitiva sui mercati internazionali.
Personalmente sono sempre stato convinto che la progettazione è chiave di volta per le imprese industriali e
che la maggiore o minore bontà del management di questa struttura riveste un
interesse di capitale importanza ai fini dei risultati e della crescita delle
imprese stesse. Ecco perché il sekkei kanri è diventato la mia materia di specializzazione;
seguendolo sin dalla sua origine, ritengo di avere contribuito al suo sviluppo lungo
una pluridecennale carriera di consulente e ricercatore. In particolare, dopo diverse
consulenze presso aziende giapponesi e attraverso corsi, seminari, articoli e
pubblicazioni, avendo constatato l’utilità in realtà giapponesi, i miei
colleghi ed io decidemmo di provare ad estenderne l’applicazione anche ad
imprese italiane, studiandone le differenze e le peculiarità nell’implementazione
quanto nei risultati. Personalmente, fu intorno al 1980 che cominciai a
svolgere consulenze anche presso aziende europee e posso confermare per diretta
esperienza la proficuità del sekkei kanri come supporto valido anche allo sviluppo
delle imprese italiane. Se consideriamo che uno dei fattori che accomuna senz’altro
Italia e Giappone è proprio la presenza consistente e fondamentale dell’industria
manifatturiera come colonna portante delle rispettive economie nazionali, possiamo
anche capire perche Jmac ha creduto con convinzione di potersi rivolgere alle
aziende italiane trasferendo con successo metodologie e concetti di gestione
pur in un contesto culturale assai differente. Non solo si riscontrano in
alcuni casi delle chiare analogie nei
settori di punta dell’industria (meccanica, elettronica, mecatronica e
robotica,....), ma vi sono anche aspetti di interessante complementarietà (high-tech da un lato e design nell’automotive, nell’arredamento,
nel tessile dall’altro) che rendono l’accostamento tra i due Paesi estremamente
significativo. Pur nel rispetto delle peculiarità che connotano realtà
appartenenti a mondi con identità distinte, JMAC crede tuttora nella proficuità
di un mutuo scambio di idee, conoscenze ed esperienze. A tale convincimento si
deve la scelta di redigere e pubblicare un libro sull’argomento. La prima
versione di questo testo, che nel 1991 pubblicai in italiano con Jmac e in
particolare con il prezioso contributo del professor Sciuccati per i contenuti
e del dottor Manisera per la traduzione dei testi, voleva essere uno strumento
di studio e lavoro. Essendo trascorso oltre un decennio, abbiamo pensato di
doverlo aggiornare. Da allora, infatti, molto è cambiato: dalla disponibilità
di mezzi tecnici ed informatici informatici all’apertura verso nuovi e più
vasti orizzonti commerciali, sino all’intreccio tra progettazione e design.
Volendo arricchire il testo di questi ed altri punti di vista migliorandolo,
abbiamo ritenuto buona cosa ripubblicarlo in un’edizione che offre dati
aggiornati e integra le prospettive tradizionali ad altre di più recente
sviluppo.
Un sentito ringraziamento al collega Takashi Tanaka per avere elaborato il
capitolo dedicato al Knowledge Intensive (Visible Planning), che aggiunge
valore al testo grazie anche alla diretta esperienza che egli ha maturato nell’applicazione
del metodo presso grandi gruppi industriali europei.
Per il lavoro di revisione dei contenuti ringrazio
in particolare i colleghi Mauro Lentoni e Maurizio Giardini, mentre a Roberta
Giovannuzzi esprimo la mia gratitudine per l’impegno di revisione redazionale
dello scritto.
Ai lettori il mio più vivo augurio di poter
trovare in queste pagine dei riferimenti d’interesse e di guida che possano
rivelarsi di concreta utilità nello studio come nel lavoro.
Akira Kôdate
JMAC Europe S.p.A.
