Prefazione
E’
per me un vero piacere poter introdurre questo libro, frutto di 10 anni di
lavoro, di confronti e di esperienza. Il pensiero di Akira Koudate ha anticipato i
tempi ed oggi si rivela di grandissima attualità. Infatti
da un lato si rilanciano in grandi temi dell’ambiente e dello sviluppo
sostenibile, dall’altro il ruolo delle aziende e soprattutto il loro contributo
fattivo nei confronti della ecologia. Ancora oggi alcuni imprenditori ed
amministratori pensano ai temi ambientali in termini di diseconomia,di emergenza e di freno allo sviluppo dell’impresa.
Koudate,
con orientale pazienza e progressione, costruisce un ragionamento positivo, una logica “ambientalista” per l’impresa che sposa
la natura attraversando tutte le fasi della vita di un prodotto o servizio, dal
concepimento/idea, ai processi posti in essere per la realizzazione, fino al
suo completo uso e smaltimento. Costruisce la logica “eco-eco” come una
condivisione di responsabilità tra imprese, singoli individui, governi in senso
“generazionale” per lo sviluppo sostenibile. Descrive in modo molto chiaro i
sistemi di gestione ambientale e le relative norme di certificazione,
richiamando ai limiti ed ai rischi di fermare il tutto alla certificazione e
pensare così di aver risolto ogni problema.
La
certificazione ambientale è comunque una grande
opportunità per le aziende, soprattutto se riesce ad innescare il circolo
virtuoso del miglioramento continuo verso la fabbrica “verde”, il prodotto
“verde” , il concetto di “inquinamento o rifiuti zero”. Tutti questi sono traguardi ideali con valori obiettivo da elevare sempre più
in alto, così come il concetto di risparmio energetico.
In
questo senso si realizza l’eco-eco management, con risultati profittevoli da un
lato e come contributo allo sviluppo sostenibile dall’altro.
Koudate
attraversa tali concetti incrociandoli con le tipiche funzioni di un’impresa,
aventi impatto con l’ecologia: la progettazione, gli acquisti, la
fabbricazione, la logistica, i trasporti, non dimenticando tuttavia i sistemi
di supporto, la necessità di indicatori, la
comunicazione, fino a definire una possibile strategia di marketing di successo
attraverso l’ecolabel.
In
questa maniera si chiude e si riapre il circolo virtuoso: la competizione
dell’impresa si fa sulla qualità, sui prezzi, sulla varietà e finalmente
sull’impatto ecologico ed emotivo.
Ruyard Kypling nel secolo scorso diceva che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce:
questa immagine, fortemente ecologica, ci porta alla riflessione che i tempi
dell’ambiente sono “lunghi” e che il progresso delle aziende maggiormente
orientate verso una corretta gestione ambientale sarà silenzioso e
probabilmente ancora per qualche tempo poco enfatizzato dai media. Tuttavia
l’emozione far camminare i nostri nipoti in un bosco d’autunno senza aver
rinunciato al cammino della tecnologia ed ai vantaggi di una società
industrializzata sarà per noi il segno che quel cammino silenzioso ha dato e
continuerà a dare i suoi frutti.
E
queste Aziende coraggiose ed innovatrici appariranno come esempio positivo che
sarà seguito da molti.
Pino Lucchesi
Presidente
Comitato EMAS-Ecolabel-Italia
Ministero
dell’Ambiente e del Territorio