Prefazione
Osservando la realtà imprenditoriale dei nostri giorni, appare evidente
che sempre più le aziende devono considerare l’innovazione come la condizione e
la principale opportunità per mantenere e sviluppare un proprio ruolo sul
mercato, soprattutto in un momento
di difficoltà economiche come l’attuale.
In quest’ottica diventa essenziale
dare risposte specifiche e tempestive ai propri clienti, attraverso un
equilibrato utilizzo di risorse, competenze e mezzi.
Da qui l’importanza di questo libro e in particolare del tentativo di
“coniugare” un modello evoluto come quello giapponese con la realtà del nostro
paese.
Ad uno sguardo accorto non potrà infatti sfuggire che il tessuto
dell’industria nipponica presenta oggi tre tendenze indubbiamente significative:
una prima tendenza è data dal
trasferimento all’estero ora in atto di attività produttive consistenti,
con conseguenze di assoluta rilevanza per l’organizzazione delle imprese. Ciò
comporta ad esempio che alcuni impianti produttivi giapponesi dislocati nel Sud
Est asiatico occupino più persone di quante ne occupino le fabbriche delle
stesse case in Giappone. Tuttavia, benché la capacità produttiva venga
trasferita oltre frontiera, l’innovazione strategica resta in Giappone.
Una seconda linea di tendenza è data dal processo di differenziazione
che si sta attualmente delineando tra aziende “vincenti” e “perdenti” . Un
tempo si poteva ritenere che in Giappone non esistessero aziende perdenti,
mentre oggi è piuttosto immediato individuare quelle che generano profitti -
Toyota, Sony, Honda per citarne alcune – rispetto ad altre in difficoltà.
Questo ha portato cambiamenti
importanti nei sistemi di management con effetti evidenti sui sistemi
retributivi, una più spiccata attenzione alle performance e all’efficienza ed
una nuova sensibilità, che ad esempio non privilegia più come prima la
seniority , ma punta maggiormente sulla meritocrazia e dunque sulle capacità
individuali.
L’ultima delle tre tendenze che si
ravvisano nell’attualità del sistema industriale nipponico è probabilmente la
più importante e riguarda la capacità delle aziende giapponesi - soprattutto le
grandi aziende che oggi generano utili-di apprendere e acquisire nuove
competenze, ponendo particolare attenzione alla motivazione, all’impegno e allo
sviluppo delle conoscenze.
Ciò mi porta ad esporre quella che,
in ultima analisi, è la mia impressione, ovverosia che se il Giappone riesce e
verosimilmente riuscirà in futuro, ad occupare una posizione di indiscussa
avanguardia nell’innovazione tecnologica, la ragione preminente di tale
successo non può che ricondursi alle risorse umane di cui dispone.
Da qui la necessità di porre le
risorse umane e l’innovazione tecnologica al centro delle strategie del nostro
Paese, in quanto uniche leve efficaci per l’aumento della competività.
Occorre che le aziende Italiane
dedichino, in linea con l’approccio suggerito dagli autori del libro, sempre
maggiore attenzione ai meccanismi della “comunicazione” e allo sviluppo e
capitalizzazione del “sapere”, favorendo – in questo modo – un salto in avanti
nei comportamenti e nella cultura aziendale, in parallelo al miglioramento dei
risultati operativi sui progetti di sviluppo prodotti.
L’approccio suggerito dal libro di
Koudate è quello che i consulenti Jmac Europe seguono nei progetti che riguardano il miglioramento e la riorganizzazione dei processi e delle aree
di sviluppo e progettazione, approccio che coniuga
l’innovazione di metodi e processi con i risultati, in termini di efficienza e
qualità.
Si tratta
perciò di uno strumento molto efficace e sfidante a causa della grande
attenzione che richiede al management committente, ma anche, per chi, come chi
scrive, lo ha sperimentato, portatore di miglioramenti significativi e stabili.
Antonio
Perfetti
Direttore
Risorse Umane
Finmeccanica
S.p.A.
