Prefazione
Il Toyota
Production System sviluppatosi durante lo scorso mezzo secolo si è gradualmente
evoluto a partire dallo studio “The Machine that Changed the World” dei
professori Womack, Jones e dei loro colleghi del MIT (Massachusetts Istitute of
Technology), fino a divenire, con i nomi di Lean Production e Lean Thinking un
riferimento internazionale nei sistemi di gestione aziendale.
Ancora oggi
questo processo evolutivo continua, anche se alcune aziende eccellenti hanno
già colto risultati eclatanti, contribuendo in modo significativo alla fama,
quasi miracolistica, che accompagna molti nuovi strumenti di management, tanto
che, alcuni termini tecnici, quali value steam, kanban, pokayoke,
etc. fanno ormai parte di un comune vocabolario internazionale.
L’opera del
Professor Womack e dei suoi colleghi rappresenta quindi una guida per il mondo
industriale internazionale e viene divulgata anche grazie al Lean Enterprise
Institute fondato e gestito allo scopo di diffondere sia i principi di base del
“Lean Thinking” che le metodologie e gli strumenti di management da applicare.
Il Professor
Hines, autore di questo libro, si è in modo analogo impegnato a fondo e
ampiamente per la diffusione del “Lean Thinking” fondando, in collaborazione
con Dan Jones, il Lean Enterprise Researche Centre e operando non solo in
Inghilterra ma anche nel resto d’Europa e in America. Mi rende molto felice
l’opportunità che ci è stata concessa di poter contribuire alla reale crescita
della competitività del mondo industriale italiano con questo libro che
sintetizza il vero know how del Professor Hines nell’implementazione del “Lean
Thinking” .
Un sentito
ringraziamento al professore per avere dato il suo consenso a questa
iniziativa.
Personalmente,
in quanto giapponese e consulente coinvolto in attività di miglioramento e
innovazione del mondo industriale sia in Giappone che in altri paesi asiatici
ed europei, vorrei sottolineare alcuni aspetti relativi alla messa in opera
nelle aziende italiane del “Lean Thinking” come strumento e sistema per
“generare profitto”.
1.
Parlando del concetto “lean” c’è spesso la propensione a
focalizzare l’attenzione solo sull’introduzione dei singoli metodi parziali o
singoli strumenti, oppure, secondo un approccio minimalista, a pensare soltanto
allo snellimento degli organici e alla riduzione dei livelli gerarchici nelle
strutture organizzative. Ma “lean” non è solo questo. È un vero e proprio
sistema di management e gestione
d’impresa il cui oggetto è la tensione incessante al mantenimento di una situazione
di costo minimo sia del flusso dei materiali, che del movimento delle
persone e del modo di lavorare delle
macchine, nonché dei rapporti reciproci fra questi elementi, e quindi
dell’intero processo che va dalla materia prima fino al prodotto finito. Ne
consegue che per introdurre un tale sistema in modo che generi dei veri
risultati, è necessario un forte commitment che vada dal top management fino agli addetti di stabilimento.
2.
Per il raggiungimento del successo, di qualsiasi successo, è
importante concentrarsi sui fattori critici e determinanti che conducono al
miglioramento della situazione preesistente. Parlando di “lean” dobbiamo fare
riferimento a due fattori critici: la “metodologia del riferimento” e la
“consapevolezza del miglioramento”. Sono numerose le aziende che
guardando all’attuale successo di Toyota ne imitano immediatamente un “lean”
superficiale. È indubbio che il metodo possa essere studiato, esaminato e
quindi introdotto, ma c’è un ulteriore elemento, più profondo, nel successo della
Toyota, un elemento che possiamo definire “spirito” e che rappresenta l’aspetto
di consapevolezza del miglioramento. Consiste nella cultura, nel clima di
un’azienda che non ritenendosi mai soddisfatta dello stato raggiunto aspira
sempre ad una situazione un gradino superiore alla attuale e continua ad
attuare miglioramenti. Si tratta di una cultura che permea tutti i livelli
dall’azienda, dal vertice ad ogni singolo addetto di stabilimento.
Si può
liquidare in un attimo tale argomento semplicemente affermando che la propria
cultura, quella del proprio Paese, e il proprio modo di pensare sono diversi da quelli del Giappone, ma
ritengo che sia invece necessario pensare a come continuare a creare meccanismi
e clima per il miglioramento continuo.
3.
Nella realizzazione del “Lean Thinking”, il coinvolgimento dei
fornitori e il miglioramento del loro livello sono fattori di fondamentale
importanza. Ciò è particolarmente vero nel mondo occidentale, dove il senso di
indipendenza dei fornitori è forte e dove troviamo una struttura del mondo
industriale diversa da quella del cosiddetto “keiretsu” giapponese.
Si
incontrano spesso aziende e manager che nel timore che i fornitori voltino loro
le spalle o si maldispongano si fanno scrupoli a promuovere energicamente il miglioramento.
Ma un “lean” che non coinvolga i
fornitori pone grossi limiti ai suoi stessi risultati. È importante invece fare
comprendere al fornitore quanto il miglioramento significhi un aumento della
sua stessa competitività, e guidarlo nel processo di miglioramento.
4.
Il successo di una azienda non è dato solo dal suo sistema di
management ma anche, elemento indispensabile, dal suo prodotto e dalla forza
competitiva che esso ha. Per questo motivo è importante che la filosofia e i
metodi concreti di “lean” vengano introdotti anche nel processo di sviluppo
prodotti, e che in tal modo ci si ricolleghi ad un aumento della capacità di
sviluppo prodotti dell’azienda.
La Toyota è
presa come esempio esclusivamente per l’applicazione del “lean” alla
produzione, ma si può dire che oggi in Toyota l’applicazione del “lean” nelle
aree di sviluppo e engineering sia la più avanzata al mondo.
Nel
management dell’impresa è necessario che la gestione inizi dalla parte a monte
del processo.
La forma
originale del Toyota Production system, che rappresenta lo scheletro della Lean
Production, è nata in numerosi anni di tentativi ed errori e dalla
collaborazione fra la Toyota e la JMAC (Japan Management Association
Consultants), partner giapponese della JMAC Europe.
In questo senso
possiamo dire che il legame che il nostro Gruppo sente con il Lean Thinking è
particolarmente forte.
Concluderei
questa mia prefazione auspicando che questo sistema, che credo possa essere
considerato una delle più grandi invenzioni del 20° secolo nel mondo
dell’industria manifatturiera per quanto riguarda le metodologie di gestione
dell’impresa, sia introdotto in molte aziende e ad esse possa dare la
possibilità di “estrarre” quel profitto potenziale che viceversa rimane
nascosto tra gli sprechi che affliggono i processi industriali e nella perdita
di opportunità di mercato.
Vorrei
infine esprimere un sentito ringraziamento al professor Riccardo Silvi
dell’Università di Bologna e alla dottoressa Monica Bartolini per la
collaborazione alla pubblicazione di questo libro in italiano.
Minoru Tanaka
Presidente
JMAC EUROPE